Esce oggi “Bullet”, terzo lavoro discografico del gruppo elektro-punk napoletano.

KATAP
clicca qui per la foto hi-res

Esce oggi “Bullet”, terzo lavoro discografico del gruppo elektro-punk napoletano.
etichetta Nut Studio&Label – distribuzione Audioglobe

ascolta qui il brano “Dream”
ascolta qui il brano “The rest of fluid”

Bullet verrà presentato nei seguenti showcase:
24.11.2011 – Sputnik – Napoli
16.12.2011- Arteria – Bologna
17
.12.2011 – Contestaccio – Roma

 

 

 

 

 

 

 

Il progetto nasce da un’idea di Fabio Di Miero, voce ed autore delle tracce e dei testi.
Katap è musica elettronica pervasa da suggestioni punk e rock’n’roll, in un orizzonte d’attesa che produce un caleidoscopico progetto aperto in cui le energie sospendono l’ascoltatore per condurlo in danze
frenetiche. Dopo varie sperimentazioni sonore, nel 2005, per l’etichetta Bustin’Loose (Planet Funk), viene prodotto il vinile 12” My Trip che contiene la traccia originale My trip più due remix. Il disco ottiene un ottimo feedback internazionale.
Nel 2007, il secondo disco, ANTIFORM, prodotto da Katap e Nut Studio di Napoli, distribuito Venus, con la hit Notorious Heart, riproposta ad oggi in vari remix, e scelta nel 2008 dal MEI (Meeting delle etichette indipendenti) come uno dei brani più rappresentativi della nuova scena musicale indipendente italiana.

Coinvolti nei live del tour Antiform, i KATAP attraversano le scene musicali italiane partecipando tra l’altro, nel 2008, al Kaleidoscope Festival di Napoli accanto ad artisti del calibro di Apparat e Schneider TM, e aprendo nel 2009 il live di Caparezza.
Bullet viene concepito, tra il 2010 e il 2011, partendo da brani sperimentati esclusivamente in live elettronici del tour Antiform.

Rispetto al precedente lavoro, Bullet segue una via più elektro-punk; le chitarre elettriche, sporche e polemiche, creano contorni più tipicamente live. L’elettronica, con i suoi synth, rimane sentinella vigile per offrire un sound dirompente nel quale il dancefloor si scontra con il fottutissimo rock’n’roll!
Il disco, prodotto da Katap e NutLabel di Napoli, distribuito da Audioglobe, esce il 14 novembre 2011.

Il progetto KATAP on stage è: Fabio di Miero (vocals, computer, synth), Massimiliano Russo (electric guitars), Domingo Colasurdo (drums), Rosario Acunto (computer, synth) e Kim, bambola gonfiabile danzante.
“Bullet” è un disco da combattimento, senza fronzoli.
Il titolo, Proiettile, mira alla possibilità di colpire l’ascoltatore attraverso musica cruda e poco sofisticata.
Il progetto grafico ha in copertina una bambola gonfiabile sgonfia, perché il proiettile colpisce tutto ciò che è falso, poco onesto e per niente naturale.

Così è la musica in Bullet. Diretta e stroboscopica. Elettronica e punk. Un proiettile magico che lancia messaggi subliminali!

Tutte le tracce sono state scritte da Fabio di Miero – Prodotto da KATAP e Nut Label presso il Nut Studio di Napoli tra il 2010 e il 2011
Produzione artistica: Rosario Acunto
Vocals, synth, computer: Fabio di Miero
Synth, computer, piano: Vinci Acunto
Electric guitars: Massimo Cordovani
Masterizzato da Davide Barbarulo presso il 20Hz20KHz Mastering Lab di Napoli

Da oggi disponibili su richiesta promo digitali.

info booking FreakHouse at booking@freakhouse.it

Origine di KATAP
Cut-up
Il nome KATAP è una trasposizione fonetica della parola inglese cut-up.
Già W. Burroughs nel saggio “La scrittura creativa”, scriveva di cut-up come di un genere letterario d’avanguardia che affonda le proprie radici nello sperimentalismo, senza però essere
un divertissement puramente intellettuale. Nasce alla fine degli anni cinquanta per travolgere gli anni sessanta. Nella sua accezione più significativa, il cut-up è un assemblaggio di ritagli, di frasi, di contenuti da cui apparentemente non poter ricavare alcun significato.
L’unione casuale di spezzati, di strutture anche già esistenti, siano esse di forma letteraria o di
altra natura, determina una seconda fase, più intuitiva e recettiva, durante la quale i fruitori
del prodotto, ognuno secondo un procedimento diverso, provano a dare un significato a ciò che
leggono, che osservano, che ascoltano.
Tale procedimento è alla mercé della più libera creazione, svincolata da schematismi e
strutture prestabilite; da ciò ne è stimolata la ricerca, l’associazione di idee, di concetti, di
formule che se ne ricavano.
Il fruitore del prodotto può “slittare” ed essere, a sua volta, l’autore di ciò che, per sua
intuizione, coglie ed elabora.
Nel campo musicale, il progetto KATAP ha come caratterizzazione soprattutto un’insieme di
attitudini che non si riducono ad un genere specifico, bensì acquisiscono diversi significati in
diversi contesti.

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